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SEO, per aver successo sul web

SEO, per aver successo sul web

Come l'autore di un libro è seguito da lettori affezionati e una serie TV da telespettatori fedeli, anche un sito web ha i suoi utenti tipici. Si tratta del pubblico a cui un portale si rivolge per informare e divertire, ma anche per vendere un bene o un servizio. E come un libro o una serie TV, anche un sito web, se vuole trattenere il su pubblico, deve essere pensato tenendo in mente le necessità e le esigenze dei propri utenti, rendendo loro la vita facile e la navigazione piacevole. Quindi ogni sito web ha il proprio visitatore-tipo.

Ce n’è però uno che facilita l’incontro tra domanda e offerta; un “visitatore” speciale e con particolari necessità. Infatti, si tratta di alcuni programmi automatici che scansionano e catalogano tutto il web, mettendo insieme i risultati che voi tutti vedete quando usate un motore di ricerca, Google in testa. Se questi programmi-robot, chiamati spider o anche crawler, non riescono a “leggere” le vostre pagine web, esse non appariranno nei motori di ricerca e sarà molto più difficile che il vostro cliente tipo o i potenziali clienti trovino il sito della vostra azienda (e molto più facile quindi che si rivolgano ai vostri concorrenti). Come già detto, gli spider di Google e degli altri motori di ricerca hanno le proprio esigenze. Una di queste è legata al fatto che “vedono” (e quindi catalogano) quasi esclusivamente i testi puri, cioè le parole e le frasi che non sono contenute in immagini, animazioni o file audio.

Così, quella foto mozzafiato sulla vostra homepage sarà bellissima ma, da sola, non dice nulla ai motori di ricerca come ad esempio Google & Co. Per fare in modo che un scatto o un video abbiano significato per i motori di ricerca è necessario seguire alcune accortezze, come modificare il nome del file o associare un testo all'immagine (che è poi il testo che appare sulla foto quando ci passate sopra col cursore del mouse, senza cliccare). Ma questo non è tutto: gli spider dei motori di ricerca preferiscono siti con una struttura ben definita, dove le varie sezioni sono collegate tra loro in modo logico. Inoltre il nome e l'indirizzo delle pagine devono riprenderne il contenuto. Un altro aspetto di cui tener conto è anche dal numero di pagine da aprire prima di arrivare al contenuto che si desidera (la cosiddetta profondità).

Meno il sito è profondo e più facile sarà il lavoro dei software di catalogazione. Ma anche i vostri utenti apprezzeranno, trovando velocemente ciò che cercano e passando da una pagina all'altra senza dover pensare troppo, in modo totalmente naturale e istintivo. L'ottimizzazione di un sito deve fare i conti con i motori di ricerca e per ottenere il loro gradimento bisogna utilizzare delle tecniche anzi meglio una vera e propria disciplina, chiamata SEO (dall'inglese search engine optimization).

Si tratta però di un'arte che non tutti conoscono. Infatti, a parte pochi capisaldi, come quelli che abbiamo appena indicato, le regole cambiano molto spesso, richiedendo un aggiornamento continuo sulle ultime novità e tendenze. E non ci sono scorciatoie: chi vi promette di portarvi al primo posto su Google attraverso dei “trucchi” (che spesso consistono in vere e proprie scorrettezze) rischia di farvi più male che bene. Infatti i motori di ricerca penalizzano le pagine che usano o hanno usato questi sotterfugi, relegandole in fondo alla pagina, tra gli ultimi risultati.

Insomma, per avere maggiori possibilità di successo con il visitatore più importante del web, e di conseguenza con tutti gli altri, meglio affidarsi a dei veri professionisti. E fare assieme a loro le scelte giuste.

05/10/2015 Categoria: Torna all'elenco